
Chi è il Barman
Il Barman può essere definito l'ambasciatore del locale in cui esercita indipendentemente dalla categoria, sia che lavori nel bar della spiaggia che nel grande albergo di lusso. Il barman è inoltre il mediatore per eccellenza tra l’azienda e il cliente, deve evitare infatti sprechi inutili di materiale, che produrrebbero danni economici ai suoi superiori, pur mantenendo inalterato il prodotto finale, che deve rispettare standard qualitativi e quantitativi. Essere un barman non significa quindi prendere un bicchiere e "caricarlo" con quantità esorbitanti di alcool per la gioia di bevitori che vogliono divertirsi in maniera sbagliata...

Le caratteristiche del Barman
...Ma al contrario necessita, oltre alle conoscenze tecniche e capacita’ produttive, di una buona cultura, psicologia, aggiornamenti su fatti di attualita’ ed infine un giusto equilibrio tra cordialita’ e professionalita’. Lo stile americano denominato “american bartender” e’ caratterizzato, oltre che da una elevata professionalità, anche dallo studio di movimenti veloci e spettacolari atti ad affascinare il cliente e velocizzare la realizzazione dei cocktail. Questi movimenti prendono il nome di “flair”. Il “flair” si divide in: Working flair sono tutti quei movimenti che si eseguono mentre si sta lavorando e sono caratterizzati da passaggi veloci spettacolari ma allo sesso tempo funzionali.Una presa rovesciata, un lancio dietro la schiena sono degli esempi di working flair. Show flair sono tutte le evoluzioni a 2,3,4 elementi che si eseguono nelle competizioni di barman.
La nascita del Flair
La nascita del FlairContrariamente a quanto pensa la gente, il Flair esiste almeno da 150 anni! Il leggendario barman “Professore” Jerry Thomas mise a punto il “Flair” a metà del 1800 quando realizzò il suo famoso “Blue Blazer”, versando scotch infiammato e acqua da un tazzone all’altro in una lunga scia infuocata. In tempi più recenti Mike Werner vide nel 1975 un giovane barman servire drinks in un bar della Florida in maniera particolarmente veloce e simpatica. Gli sovvenne l’idea di rimarcare quello stile in maniera più accattivante, per esaltare il ciclo di preparazione e servizio dei cocktail. Mike frequentò ancora un po’ quel locale fino a perfezionare per proprio conto vari movimenti standard “flair” , catalogandoli e concatenandoli diversamente l’un l’altro, per meravigliare i presenti miscelando drink e cocktail nel bar in cui lavorava. In quel periodo le aziende del beverage e produttrici di alcolici erano crisi negli Stati Uniti, per il calo dei consumi e non potevano risollevarsi con la pubblicità, vietata per legge.

La nuova generazione di Barman
Nel frattempo anche il film “Cocktail” (1988), con Tom Cruise nel ruolo di un giovane pieno di ambizioni che come barman diventava una vera e propria star della vita notturna dei locali dell'Upper East Side, fece da cassa da risonanza. In breve tempo molti barman o aspiranti bartender iniziarono a imitare Tom Cruise.
Mike Werner, divenuto intanto “Magic Mike”, entrò in società con James Michael Patrick Skeadas, e nel 1991 fondarono gli ShowTenders, Inc., passando da un’esigenza di training per clienti aziendali ad un corso di barman aperto a tutti.
Mike Werner, divenuto intanto “Magic Mike”, entrò in società con James Michael Patrick Skeadas, e nel 1991 fondarono gli ShowTenders, Inc., passando da un’esigenza di training per clienti aziendali ad un corso di barman aperto a tutti.

A oggi la figura del barman e’ sempre piu’ richiesta e da qui nasce l’esigenza di adattarsi alle nuove tendenze e fornire a chi si vuole avvicinare a questo mestiere le basi necessarie per poter iniziare con il piede giusto!!
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